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LO STAFF DI FARMACISTI DELLA PARAFARMACIA

OFFRE AI PROPRI CLIENTI I SEGUENTI PRODOTTI/SERVIZI:

  • FARMACI SOP-OTC
  • OMEOPATIA 
  • FITOTERAPIA
  • ERBORISTERIA
  • COSMESI 
  • SANITARIA
  • ALIMENTI SPECIALI-BIO
  • PRODOTTI PER IL BIMBO E LA MAMMA
  • ELETTTROMEDICALI
  • AUTOANALISI DEL SANGUE
  • CONSULENZA NUTRIZIOISTA
  • VETERINARIA (anche con RICETTTA)

 

 

FARMACI SOP-OTC

I farmaci da banco detti anche O.T.C., Over The Counter = sopra il banco, ossia possono essere esposti al pubblico e pubblicizzati in TV, sulla stampa e attraverso cartellonistica. Sono quei farmaci definiti "di automedicazione", inseriti in classe C, non rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e totalmente a carico dei cittadini, che sono acquistabili liberamente senza obbligo di prescrizione medic. Ad esempio sono farmaci da banco: ricostituenti, lassativi, antiacidi, antiemorroidali, antinfiammatori, colliri, ecc. Dei farmaci senza prescrizione medica, oltre agli O.T.C. , ne fanno parte anche i S.O.P.(senza obbligo di prescrizione). Quest'ultimi sono i farmaci, ugualmente interessati dalla legge Bersani del 4 luglio 2006, che possono essere venduti solo su consiglio del farmacista e che non possono essere reclamizzati al pubblico. Tutti i farmaci senza prescrizione (O.T.C. e S.O.P.) devono essere contrassegnati da un bollino di riconoscimento stampato o incollato in posizione visibile su tutte le confezioni. Il bollino di colore rosso deve riportare chiaramente la scritta "Farmaco senza obbligo di ricetta" e deve essere grande almeno 1.7 centimetri. E' unico ed obbligatorio per tutti i farmaci senza prescrizione medica e deve essere visibile sulla confezione esterna senza coprirne le altre scritte. Attraverso il bollino, al consumatore è data la possibilità di riconoscere in modo chiaro se il farmaco scelto è un O.T.C., o dietro consiglio del farmacista, se trattasi di un S.O.P.. 

 


 OMEOPATIA

Pratica terapeutica proposta nel 1796 da S.C.F. Hahnemann. Il principio della teoria è compendiato nelle parole “per risanare.. conviene scegliere un rimedio che sia atto a sviluppare da se stesso una malattia somigliante a quella contro cui è diretto”: si tratta della tesi già nota sotto l’aforisma similia similibus curantur. L’osservazione da cui era partito Hahnemann era che a forti dosi la china provocava i sintomi della malaria: cioè un effetto opposto a quello provocato da dosi normali. Compito della terapia omeopatica era quindi di somministrare una dose di medicinale capace di far apparire gli stessi identici sintomi della malattia che si deve curare. La ricerca del farmaco-dose non è facile, perché deve esser individuato caso per caso, a volte mediante tentativi ripetuti. Se il rimedio è quello richiesto, il malato reagisce con una passeggera riacutizzazione di tutta la sintomatologia  a essa dovrebbe far seguito una stabile risoluzione del processo morboso. Ai fini della scelta del rimedio hanno importanza i sintomi iniziali e minori, inoltre il medico omeopata deve considerare il paziente nella sua globalità fisica e psicoemotiva. La dose e la diluizione del rimedio - In linea di massima si usano dosi molto basse per ovviare alla tossicità dei farmaci impiegati per produrre gli stessi sintomi della malattia: nella grande maggioranza dei casi le dosi sono praticamente ridotte a zero. La farmacopea omeopatica si basa su tinture madri, soluzioni alcoliche titolate della sostanza: dalla tintura si prepara il rimedio col metodo delle diluizioni successive in acqua distillata, seguendo l’ipotesi che la proprietà curativa di un medicamento è proporzionale alla sua diluizione. È ovvio che oltre una certa diluizione non è più possibile che nella soluzione vi sia una sola molecola della sostanza da cui si è partiti. La teoria omeopatica moderna non contesta questo fatto, che è la principale obiezione sollevata da parte della farmacologia classica, ma sostiene che il movimento cui è sottoposta la sostanza nel procedimento di diluizione, la cosiddetta succussione hahnemanniana, libera forze non ancora descritte, ma che sarebbero ancora attive. Tale procedimento di diluizione-succussione viene anche detto di dinamizzazione. Secondo le teorie omeopatiche, le malattie acute sono le più sensibili alle cure. Perché i farmaci si adattino perfettamente, occorre che il paziente non sia stato sottoposto ad altra terapia intercorrente e che non abbia alterato i sintomi con rilievi frettolosi. Le malattie croniche pongono al medico omeopatico problemi più complessi in quanto il quadro che presentano non è l’immagine genuina della malattia: è un caos di sintomi. Mentre la medicina e la farmacologia ufficiali respingono la teoria e la pratica delle scuole omeopatiche, queste negli ultimi tempi hanno proposto una conciliazione: infatti l’omeopatia non intende escludere i metodi della medicina classica (e tanto meno contestare il campo d’intervento della chirurgia), ma ritiene che questa possa convivere assieme alla cosiddetta altra medicina, che   comprende anche osteopatia, chiropratica, , agopuntura e ipnosi, in una più vasta medicina integrata. 

 


FITOTERAPIA

Metodo di cura che impiega le proprietà delle piante.Il fitocomplesso. Nel corso dei millenni gli organismi animali, e l’uomo in particolare, hanno utilizzato i vegetali per la loro nutrizione. Per biodisponibilità, si intende la capacità delle piante e delle erbe di essere assimilate da parte dell’organisimo senza provocare danni. Con la f. si vuole ottenere lo sfruttamento delle proprietà benefiche della pianta nel suo complesso, senza isolare un singolo composto dagli altri: è il cosiddetto fitocomplesso che arreca beneficio all’uomo. Le erbe possono avere un loro valore terapeutico per i piccoli disturbi passeggeri ma devono essere utilizzate correttamente tenendo sempre in considerazione i limiti delle loro possibilità. Per essere usate a scopo terapeutico, le erbe richiedono in genere più tempo sia per la loro preparazione sia per ottenere risultati apprezzabili. Se però, dopo due settimane, questi risultati non ci sono, si deve consultare un medico. L’efficacia della f. dipende sia dalle caratteristiche di ciascuna persona sia da quelle della pianta. È il caso, per esempio, dell’aglio che aiuta a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo, la fluidità del sangue e la pressione arteriosa. Come per tutte le altre medicine, anche nel caso delle erbe la dose secondo la quale vengono assunte è estremamente importante: se è scarsa non si otterrà alcun effetto mentre se invece è eccessiva e protratta per un lungo periodo di tempo, si possono avere ripercussioni negative sulla salute. Nel somministrare i rimedi fitoterapici a bambini e anziani si deve usare particolare attenzione;  è bene infatti iniziare con dosi ridotte per poter osservare come reagisce l’organismo. In genere, a meno che non sia stato indicato diversamente dal medico, le erbe non vanno somministrate ai bambini al di sotto dei due anni. Prima di somministrare un rimedio fitoterapico a una donna incinta, è bene chiedere il parere del medico dato che alcune sostanze, innocue per la mamma, possono invece influenzare lo sviluppo del feto. Molte piante possono provocare allergia, perciò la prima volta che si assume un rimedio fitoterapico è bene limitarne la quantità, in tal modo è possibile verificare che non sia causa di reazioni allergiche. Gli oli essenziali non vanno mai utilizzati per uso interno, se non dietro precisa indicazione del terapeuta e attenendosi rigorosamente alle dosi indicate. 




 
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